IL MOMENTO DELLA PROPOSTA SU SANTA CHIARA

Due mesi fa, in ripetuti interventi sulla stampa e in televisione, il Sindaco di Sansepolcro e alcuni esponenti della sua maggioranza espressero apertamente l’impossibilità di apportare qualunque modifica ai progetti del Contratto di Quartiere, progetti cui il Consiglio Comunale aveva dato unanimemente il “via libera” contribuendo anch’esso nella sua totalità all’ottenimento di un finanziamento che è certamente un’opportunità di crescita enorme per la nostra Città e che, proprio per questo, deve essere utilizzato nel modo migliore per non avere poi rimpianti quando sarà troppo tardi. Non condividendo alcuni dei progetti (Santa Chiara e nuova Scuola Elementare in particolar modo) ci siamo dunque trovati obbligati a ricorrere ad uno strumento per certi versi clamoroso, ma in quel contesto l’unico possibile: la raccolta delle firme per chiedere la modifica dei progetti e non, come alcuni hanno falsamente affermato, per stracciarli. Quel processo di discussione e partecipazione popolare, previsto tra l’altro dallo stesso regolamento del Contratto di Quartiere, rischiava di non avere luogo di fronte alla ferrea volontà dell’Amministrazione Comunale di andare avanti a testa bassa. Abbiamo trovato infine, dopo una ricerca resa difficoltosa dall’ostruzionismo di alcuni dirigenti comunali, l’”uovo di Colombo” ovvero la prova che i progetti potevano essere modificati a patto che il 60% del finanziamento rimanesse destinato alla realizzazione di alloggi per edilizia convenzionata e non venisse alterato l’equilibrio economico del Progetto. La raccolta firme ha contribuito in maniera determinante a far capire a tutti, Sindaco in testa, che i progetti dovevano essere rivisti e ridiscussi. Siamo arrivati infine all’incontro pubblico di Venerdì 2 Dicembre. In quella sede non si è giunti a nessun risultato concreto, né era pensabile raggiungerlo subito. Venerdì scorso il Sindaco e ciò che resta della sua maggioranza hanno dovuto sostanzialmente ammettere i propri errori, aprendosi finalmente al dialogo con la popolazione. Il dialogo, a dire il vero, è stato fortemente limitato visto che le lunghissime introduzioni del Sindaco e del consigliere Romanelli si sono protratte fino alle 23 e a quell’ora iniziava ad essere difficile proporre una discussione vera. Comunque è un inizio. Ora, grazie all’impegno di tantissimi cittadini che hanno espresso con forza le proprie idee firmando le petizioni, è arrivato finalmente il momento delle proposte. Da parte nostra il capogruppo Ferdinando Mancini ha già anticipato nella serata di Venerdì una serie di ipotesi alternative per Santa Chiara, ipotesi che andiamo qui di seguito a sintetizzare:I progetti del Contratto di Quartiere prevedono alcuni locali per attività socio-culturali (la “Casa delle Culture”) nell’edificio delle ex-Poste. Spostando le attività socio-culturali dalle ex-Poste a Santa Chiara potremo liberare spazi per 2 appartamenti, almeno altri 6 alloggi possono ricavarsi da Palazzo Pichi-Guidelli (attuale sede dell’Assessorato alla Cultura e di molte associazioni). Lo scambio (trasferendo a Santa Chiara le associazioni attualmente ospitate da Palazzo Pichi-Guidelli) permetterebbe dunque di restituire l’intero spazio del chiostro di Santa Chiara ad attività socio-culturali e nello stesso momento rivaluterebbe Palazzo Pichi Guidelli. Per quanto concerne poi i residui 8 appartamenti potremo recuperare gli spazi necessari attraverso l’acquisizione di parte dell’ex-Manifattura dei Tabacchi. Non è da escludere nemmeno l’ipotesi avanzata nell’incontro pubblico da noi promosso lo scorso 19 Ottobre, di ricavare degli alloggi dall’attuale sede della Comunità Montana in via San Giuseppe, trasferendo di conseguenza l’Ente Montano a Santa Chiara. In ulteriore alternativa l’ipotesi, già ventilata, di acquisire alcuni locali dell’ex Manifattura dei Tabacchi per realizzare una parte della nuova scuola elementare potrebbe essere “dirottata” sull’edilizia residenziale per i rimanenti 8 appartamenti di Santa Chiara, prevedendo nel contempo una diversa localizzazione della nuova Scuola. In ultima analisi si potrebbero anche ridistribuire i 16 appartamenti andando a recuperare vecchi immobili obsoleti ed in disuso del Centro Storico con un progetto di edilizia convenzionata (PEEP) con compartecipazione mista amministrazione e privati. Quest’ultima ipotesi andrebbe nella direzione di un recupero abitativo del Centro ponendo le basi per una reale integrazione con tutta la città .
Lista Civica “Viva Sansepolcro”

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