IL PIANO STRUTTURALE BOCCIATO: ECCO TUTTI I PERCHE'

Mi scuso anticipatamente per la lunghezza del documento, ma come potrete ben capire l’argomento è molto complesso e sarebbe difficile spiegarlo in poche righe. Vi assicuro che non sarà una lettura inutile.

La Provincia di Arezzo nella sua Delibera di Giovedì 9 Marzo ha bocciato ben l’80% delle scelte operate dal Comune di Sansepolcro, sostanzialmente azzerando il lavoro fatto dall’ex Amministrazione Comunale. Ma cosa c’era di sbagliato in quelle carte e in quelle mappe approvate a Palazzo delle Laudi? Andiamo a leggere nel dettaglio il documento della Provincia e vediamo che:
1-      Non sono chiari i criteri adottati per stabilire il dimensionamento del Piano.
2-     
Non sono verificate le condizioni per il riuso del patrimonio edilizio esistente per dimostrare la necessità di nuovo consumo di suolo.
3-     
Ci sono aree in cui il PTCP esclude la possibilità di nuove edificazioni. Il Piano invece vi ha previsto tali edificazioni ed anzi ne ha aumentato l’entità in seguito all’accoglimento di alcune Osservazioni!
4-    
Ci sono aree in cui il PTCP consente la possibilità di nuove edificazioni a patto che il Piano preveda una precisa disciplina specifica che ne stabilisca modi e limiti.
5-     
Il Polo Tecnologico è incompatibile con l’area ad esso destinata dal Piano ed è dunque da cancellare dalla mappa.
6-     
La quasi totalità dell’espansione residenziale prevista dal Piano per la frazione di Santa Fiora è incompatibile con le normative provinciali ed è dunque bocciata.
7-     
Non sono possibili nuove edificazioni nell’area “Casa Cantoniera”.
In ragione di ciò e da altri dati emersi nel lunghissimo dibattito sul Piano Strutturale di Sansepolcro possiamo dunque concludere che:
a-     
Il Piano Strutturale ha previsto espansioni residenziali in aree diverse da quelle espressamente richieste dai cittadini, a costo di andare contro i vincoli delle normative vigenti.
b-     
Il Polo Tecnologico (ovvero la quarta Zona Industriale), oltre ad essere localizzato in un’area che già lo rende un corpo estraneo al resto della Città, viola le tutele di Legge per le aree agricole della Piana del Tevere.
c-     
Il dimensionamento del Piano è stato deciso “politicamente”, senza attenersi ai dati tecnici (dati il cui studio era comunque costato circa 20.000 euro!) e senza considerare gli effetti negativi di un dimensionamento eccessivo. Gran parte della documentazione richiesta è assente o solo parzialmente conforme ai criteri di ammissibilità.
d-     
Per completare l’iter del Piano dopo il robusto taglio operato dalla Provincia sarà necessario un tempo molto inferiore ai 3-4 anni di cui parla il coordinatore locale di Forza Italia Alessandro Barciulli.
e-     
La caduta dell’Amministrazione Ugolini, ben lungi dall’essere un evento negativo per la Città, offre a Sansepolcro la possibilità di affrontare finalmente con la serietà e l’imparzialità necessarie questo importantissimo strumento urbanistico.
Dal punto di vista politico emergono dunque i seguenti dati:
f-      
Il Piano Strutturale conferma in maniera ormai inequivocabile di essere nato e cresciuto come strumento di propaganda dell’allora candidato Sindaco Ugolini. Il Piano ha mantenuto anche nelle ultime stesure questa stessa immorale benché legale impostazione.
g-     
Il Piano, nei suoi punti più controversi, è stato varato facendo ricorso spesso a maggioranze trasversali tra DS e Forza Italia. La dirigenza locale degli “azzurri” che giustificò allora tali scelte come un atto di responsabilità nei confronti della Città come giustifica ora il totale fallimento di un Piano del quale ha accettato contenuti e metodi?
h-     
Il Piano Strutturale dimostra oggi l’ottusità politica di una Amministrazione che vedeva in questo importante strumento urbanistico non una occasione di rilancio della città, nei suoi aspetti plurimi: economico, occupazionale, culturale, turistico, residenziale di qualità che vuole significare una edilizia ed un urbanistica curata in tutti i suoi aspetti (decoro urbano, verde pubblico, istituzione di indici di piantumazione ed arborei per garantire comunque il verde e l’ambiente urbano, edilizia popolare e convenzionata e edilizia di pregio), ma uno strumento elettorale, dalle mille promesse. Queste promesse oggi hanno visto lo STOP della stessa provincia, poiché non si può ovviamente promettere ciò che va contro le norme. Questo Piano è in larga parte da rifare e non può non preoccupare il mondo imprenditoriale. Artigiani e Industriali, tra gli altri, hanno recentemente espresso preoccupazione per la crisi e il fermo del Piano, ma alla luce di questa nuova realtà (sebbene ampiamente prevedibile e motivazione principale del nostro voto contrario al Piano nel Consiglio Comunale del 21 Ottobre) devono trarre le debite conclusioni rispetto ad una gestione allegra e raffazzonata dell’urbanistica.
i-        Alla luce dei tagli operati dalla Provincia appare evidente che su molti aspetti, in particolare per quello che riguarda il futuro dell’area industriale di Santa Fiora, vi è una sola possibile alternativa a quella proposta inizialmente dal Piano e ora bocciata: tale alternativa è il potenziamento della Zona Industriale di Santa Fiora da attuare in tre fasi: recupero di tutti gli spazi possibili all’edificazione di nuove realtà produttive; stesura di un programma di lottizzazione della Zona Industriale sul modello di quanto già fatto da Città di Castello; eventuale estensione dell’area in direzione di Anghiari. Insomma, l’unica via d’uscita è l’accettazione di quella che fu già nel settembre 2004 la proposta di Viva Sansepolcro.

Lista Civica Viva Sansepolcro
Gruppo di Lavoro su Urbanistica e LL.PP.

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6 thoughts on “IL PIANO STRUTTURALE BOCCIATO: ECCO TUTTI I PERCHE'

  1. A quanto mi è stato riferito da un consigliere provinciale il voto è stato unanime sebbene con motivazioni diverse. Il voto era infatti su elementi squisitamente tecnici, assolutamente incontestabili, quindi un voto contrario sarebbe stato molto difficile da giustificare.

  2. RIPORTO INTEGRALMENTE L’INTERVENTO DI RICCARDO MARZI (AN) CUI ACCENNA EMANUELE E DEL QUALE CONDIVIDO IN PIENO I CONTENUTI.

    Piano Strutturale di Sansepolcro:
    un parere tecnico della Provincia politicamente pesantissimo

    Nella seduta del Consiglio Provinciale di Giovedì u.s. è stato approvato all’unanimità il parere di conformità, espresso dagli organi tecnici della Provincia, tra Piano Strutturale di Sansepolcro e Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale.

    Una valutazione prettamente tecnica quella della Provincia, che pesa però come un macigno sulle vicende politiche di Sansepolcro: una bocciatura chiara degli assi portanti di quel Piano Strutturale sulla base del quale il centrosinistra biturgense aveva ipotecato il proprio futuro.

    Nello specifico, il Nucleo Tecnico di Valutazione della Provincia ha individuato alcune precise incompatibilità tra Piano Strutturale e Piano Territoriale di Coordinamento:

    Eccessivo Dimensionamento del Piano: la Provincia rileva che non vengono adeguatamente specificati i criteri che hanno portato alla sua determinazione;

    Non risultano sufficientemente verificate le condizioni per il riuso del patrimonio edilizio esistente;

    Edificabilità prevista dal Piano Strutturale in zone ad alto pregio paesaggistico;

    Previsione di aree industriali non compatibile con le norme di tutela del paesaggio agrario;

    La discussione in Consiglio Provinciale è stata vivace grazie alla malcelata volontà del centrosinistra di dibattere esclusivamente sugli aspetti tecnici della relazione.

    Nel mio intervento in Consiglio, con il quale ho aperto la discussione, ho da subito evidenziato la valenza politica dell’atto. E’ stato comprensibile l’imbarazzo del Presidente Ceccarelli nel dover prendere atto di un parere tecnico che, di fatto, dava ragione a chi aveva mandato a casa il Sindaco di Sansepolcro.

    L’ex Giunta Ugolini aveva puntato sul Piano Strutturale per vincere le elezioni; oggi quel Piano viene tecnicamente bocciato dalla Provincia.

    Il nuovo Sindaco che verrà dovrà lavorare sodo per porvi rimedio, a scapito delle legittime attese di cittadini, categorie economiche e sociali.

    I nodi sono venuti al pettine e l’arroganza di chi si fingeva paladino dello sviluppo sostenibile di Sansepolcro viene oggi messa a tacere dagli atti.

    Riccardo Marzi
    Consigliere Provinciale

  3. Ho ascoltato stasera il servizio su Teletruria. Ceccarelli dice un’ovvietà: il Nucleo Tecnico di Valutazione (come dice il nome) ha espresso un valore tecnico e non politico. E’ evidente tuttavia, come Viva Sansepolcro e i consiglieri provinciali Marzi e Meozzi hanno detto, che una tale stroncatura ha delle notevoli conseguenze politiche. Ceccarelli cerca di difendere l’indifendibile, i dati della Provincia sono NUMERI e non CHIACCHIERE.

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