RICORDANDO DON DUILIO MENGOZZI…

Il giorno 17 Marzo 2005, esattamente un anno fa, è mancato Don Duilio Mengozzi, dal 1942 al 1970, insegnante di Religione presso l’Istituto Magistrale di Sansepolcro; nato il 6 Novembre 1915 a San Zeno di Galeata, nella Romagna che fu nel territorio della Diocesi di Sansepolcro, fu ordinato Sacerdote al Borgo il 17 Luglio del 1938 e gli fu affidata la Parrocchia del Trebbio.
"…un prete nobile di campagna, che non ha fatto diventare rocca inaccessibile la sua canonica, ma l’ha trasformata nella sede in cui i suoi parrocchiani vengono liberamente a incontrarsi come in casa loro per discutere dei loro problemi e per organizzare la vita del Trebbio, parrocchia vivacissima e sempre dignitosa- scrisse Franco Polcri nella presentazione del volume a Lui dedicato nel 1988 in occasione del cinquantesimo anniversario della sua ordinazione sacerdotale- una canonica dove tanti alunni di lunghi anni passati hanno potuto sempre ritrovarsi come uniti da un ideale e da affetti mai sopiti".
Generazioni di studenti e di parrocchiani si paravano spesso intorno al vecchio insegnante ed al fidato prete; capitava che chi lo aveva avuto come insegnante lo chiamava come ministro celebrante nelle cerimonie importanti della vita, nei matrimoni, nei battesimi ed ultimamente negli anniversari di matrimonio: chi aveva avuto Don Duilio al suo fianco negli anni belli dell’adolescenza, dello studio e dei sogni ora lo voleva a consacrare i propri venticinque, trenta ed anche cinquanta anni di vita trascorsa in coppia e condivideva con Lui le gioie, i figli, i nipoti ed i tanti traguardi raggiunti a cui anche il vecchio parroco aveva, in qualche modo, concorso. Don Duilio aveva, infatti, sempre cercato cordialità e portato rispetto in tutti i rapporti umani in nome del principio evangelico da lui trasmesso con semplicità.
Gli anni, nell’ultima stagione della sua vita, gli avevano tolto un po’ di "smalto" ma non avevano cancellato la sua grinta ed la sua dignitosa presenza: c’erano, a ricordare il suo valore, l’affetto dei parrocchiani che tenacemente si sono battuti per custodirlo fino all’ultimo nella sua cara canonica, l’amore degli studenti e dei ricercatori che fino all’ultimo sono accorsi a raccogliere le sue preziose testimonianze di studioso e storico e quei misteriosi regali, quei pacchi che arrivavano tutti gli anni puntuali a contrassegnare un’eterna gratitudine: contenevano un dolce, dei cioccolatini, una bottiglia di vino; erano i pacchi di alcuni ebrei, in particolare di una famiglia, che nell’ultimo periodo bellico avevano trovato alloggio e dunque salvezza a casa di Don Duilio; a lungo, durante la guerra Don Duilio ebbe, in canonica, al suo fianco una vecchia signora ebrea di grande cultura; ufficialmente veniva presentata come sua madre… fortunatamente nemmeno i tedeschi del presidio biturgense, che la incontrarono più volte, ebbero il coraggio di mettere in discussione le parole del religioso; fu forse quella l’unica occasione in cui Don Duilio utilizzò il linguaggio dell’uomo sapiente per, quasi a compiacersi di sé, impressionare e condizionare i nemici dell’uomo: la storia lo esigeva!
Vale la pena di ricordare, tra i libri scritti da Don Duilio, il volume "Dalla Prima all’Ultima Guerra Mondiale", con presentazione di Giulio Andreotti, in cui il Parroco si trasforma da insegnante e ricercatore, nella prima parte, a testimone attento dei fatti di cui fu protagonista: il tema "Sansepolcro 1944", in appendice, costituisce una delle testimonianze più obiettive e veritiere della storia recente della Città.
Non possiamo non aggiungere , infine, il nostro plauso per la sua brillante attività di parroco, di insegnante, di studioso, di scrittore ma anche e soprattutto di persona che ha saputo accorrere e soccorrere rispettivamente dove c’era bisogno e chi era in reale situazione di necessità senza troppo pensare, senza troppo calcolare e soprattutto incontrando quei rischi che hanno reso grande la sua vita e hanno scolpito il suo nome nel "nostro elenco ideale dei giusti" a cui sappiamo appartenere tante belle e buone persone del vecchio borgo.
La Lista Civica Viva Sansepolcro
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Esattamente un anno fa ci lasciava l’amato parroco del Trebbio Mons. Duilio Mengozzi, indimenticabile protagonista della storia civile e religiosa della nostra Città.
Il 6 Novembre 2005, nella ricorrenza di quello che sarebbe stato il novantesimo compleanno di Don Duilio, è stato scoperto un busto in bronzo che riproduce fedelmente i lineamenti inconfondibili di quel viso bonario e deciso al tempo stesso che tutti noi abbiamo avuto la gioia di ammirare e amare nei 67 anni in cui Don Duilio ha retto la Parrocchia del Trebbio. L’opera, realizzata da un valente artista locale, è stata finanziata da una sottoscrizione popolare dei parrocchiani del Trebbio promossa dal Mons. Giacomo Babini.
Presto sarà inoltre inaugurata una Sala dell’Archivio Vescovile di Sansepolcro in cui saranno nuovamente consultabili i tantissimi volumi che Don Duilio ha minuziosamente selezionato nel sua lungo percorso sia religioso che pedagogico.
Vogliamo dunque, nel primo anniversario della sua scomparsa, rinnovare i più sentiti ringraziamenti a quelle persone che hanno seguito con grande amore Don Duilio negli ultimi anni della sua vita, quando il male aveva ormai privato il nostro amato Parroco di quella energia straordinaria di cui diede prova in tutto il corso della sua vita, senza tuttavia intaccare nemmeno una briciola della grande forza morale che lo ha sempre contraddistinto.
Se oggi al Trebbio esiste ancora un forte senso di appartenenza e di socialità, nonostante le gravi difficoltà incontrate dalla frazione negli ultimi anni, il merito è senza dubbio in grandissima misura di quest’Uomo eccezionale, capace di parlare ai cuori degli umili come pochi altri, capace di indicare nell’Amore e nel rispetto reciproco la strada da seguire in  ogni azione della nostra esistenza.
Comitato “il Trebbio è Sansepolcro-Rete Civica”

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One thought on “RICORDANDO DON DUILIO MENGOZZI…

  1. La figura di Don Duilio è senza ombra di dubbio una di quelle che rimangono nel cuore e nell’anima di chi le ha conosciute. Intere generazioni di ragazzi hanno ricevuto da lui non solo lezioni di religione, ma di vita .Le sue lezioni hanno fatto crescere in ogni senso quelli che hanno avuto la fortuna di assistervi;io, che sono stata tra quelli, posso testimoniare che tra tanti professori lui era davvero unico e indimenticabile. Allora, noi adolescenti in piena stagione di rivolte studentesche, lo contestavamo a volte anche duramente, ma egli sapeva sempre come riprendere il dialogo e riportarci a ragionare sui fatti senza lasciarsi travolgere dalle emozioni epidermiche. Forse con il tempo le nostre idee avranno seguito strade diverse, ma sicuramente nessuno può avere dimenticato le sue lezioni morali e civili, la sua profonda umanità che ci ha reso uomini e donne consapevoli e maturi.
    A.P.

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