LA VITTORIA DI PIRRO

Lo dicemmo già a Sansepolcro un paio d’anni fa che con una vittoria di strettissima misura non si riesce a governare. Le realtà sono diverse, ma le proporzioni sono le stesse. Prodi torna ad essere Premier per soli 25.000 voti e la domanda che un po’ tutti si fanno, a partire proprio dal centrosinistra è “quanto durerà?”.
Il centrodestra, che secondo la gran parte della stampa e degli “esperti” doveva uscire a pezzi da questo scontro, ottiene un risultato più che onorevole. Crescono tantissimo l’Udc e Alleanza Nazionale, i cui leader hanno certamente costituito un valore aggiunto nel catalizzare il voto popolare. In crescita anche la Lega Nord che vede premiata l’inedita alleanza con il Movimento per le Autonomie, la formazione politica che molti già chiamano “Lega Sud”. Forza Italia cala, ma regge il colpo e resta comunque il primo partito italiano. Scarso risultato per la lista DC+PSI che riesce comunque ad eleggere 6 deputati.
Sul fronte del centrosinistra ora la massima attenzione va ai valori di forza tra le liste. DS e Margherita non sfondano, attestandosi rispettivamente sul 18 e sul 10 per cento. Ad aver contribuito in maniera determinante al successo di Prodi sono dunque state le formazioni della sinistra radicale, con una crescita notevole di Rifondazione e risultati eccellenti per Verdi e Comunisti Italiani. L’Udeur ha subito un calo piuttosto evidente e anche l’Italia dei Valori ha sostanzialmente deluso. Deludente anche il risultato della Rosa nel Pugno che ha raccolto un misero 2,5% contro il 4-5% atteso.
L’Unione ha dunque vinto di misura, ma per vincere ha dovuto coalizzare un gran numero di liste molto diverse tra loro. Prodi avrà il suo bel da fare a tenere unita un’alleanza in cui difficilmente potrà essere lui a far la voce grossa. Si accettano scommesse sulla durata del prossimo Governo. Molto gettonata l’ipotesi dei 18 mesi, esattamente come Ugolini.

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4 thoughts on “LA VITTORIA DI PIRRO

  1. Dunque, innanzitutto non credo che il problema di Sansepolcro sia stata la vittoria di strettissima misura, considerata anche la legge elettorale che aveva garantito comunque un’ampia maggioranza.
    D’altra parte il discorso dell’Italia “divisa in due” regge ben poco, visto che tutte le elezioni della seconda repubblica hanno fatto segnare tra le due coalizioni differenze, in termini di voti, molto molto risicate, che però normalmente si sono tradotte in ripartizioni più solide del numero dei seggi.
    Poi, non credo che la Lega e An possano dire di aver fatto sto gran risultato, la prima si attesta su posizioni di minoranza, la seconda non ha eroso voti a Berlusconi. Ottimo invece il risultato dell’Udc, sulla scorta probabilmente di una fortissima propaganda papista, quasi che i pacs fossero la minaccia politica più urgente.
    E ha retto anche Forza Italia, vuoi per l’innegabile carisma di Berlusconi, vuoi per la propaganda obiettivamente spropositata di cui siamo stati bersagliati, vuoi, anche, per quelli che almeno secondo me sono elementi di demagogia e populismo, quali la storiella delle tasse: perché dire che si abbasseranno le tasse crea consenso, ma se, specialmente chi ha redditi più bassi, si facesse due conti in tasca si accorgerebbe che l’aumento del costo dei servizi non compensa affatto la diminuzione delle tasse.
    Non a caso Berlusconi all’ultimo dibattito con Prodi disse: “Ancora a sinistra c’è chi, come Diliberto, parla di redistribuzione del reddito, come se la fiscalità dovesse servire a questo e come se fosse uguale essere figlio di un operaio o di un professionista”.
    Gente, queste sono affermazioni abominevoli che purtroppo passano nel più assoluto silenzio. Lo stesso Prodi, in quel dibattito, non ha controbattuto a questa frase, al che ho spento la tv e ho smesso di guardare il dibattito.
    Comunque certo governare non sarà facile, se si considera che sono decisivi anche i tre senatori dell’Udeur, che c’è…

  2. Proseguo visto che il commento precedente me l’ha tagliato. Dicevo dell’Udeur, che ho paura che qualora sentisse parlare di grande centro non esiterebbe a far cadere il governo, ma d’altra parte una maggioranza così risicata costituisce un appello al senso di responsabilità e potrebbe avere da questo punto di vista effetti benefici. Vedremo.

  3. La Lega, nonostante abbia perduto per lungo tempo il suo leader, è cresciuta…poco, ma è cresciuta e AN si è confermata una forza notevole nello scacchiere politico. A deludere credo sia stato però l’Ulivo che, al di là dei risultati plebiscitari ottenuti da qualche parte, non ha guadagnato nulla rispetto alle Europee di due anni fa quando insieme a loro c’era anche lo SDI (oggi suicidatosi nella Rosa nel Pugno). Maggioranze così risicate nella storia d’Italia sinceramente non ne ricordo e confermo la mia previsione di breve durata per il secondo Governo Prodi…se dura più di 18 mesi ti offro una cena Emanuele, siete tutti testimoni!

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