ANGHIARI

Anghiari sa sempre trasmettere un fascino tutto particolare, trascinando chi la visita sempre in una nuova scoperta. E’ bello a volte anche per un borghese come me vivere Anghiari come un turista qualsiasi, perdermi tra i suoi vicoli dalla bellezza mozzafiato, sentire sulla pelle la vivacità artistica e culturale di questo piccolo paesino della Valtiberina sempre più spesso meta di turisti e artisti stranieri, anglosassoni in particolar modo, che una volta vista Anghiari se ne innamorano così tanto da tornarci…ma stavolta per restarci.
Oggi pomeriggio ero su una panchina dei giardini del…non ve lo dico, indovinate dalla foto…con il mio fedele raccoglitore di appunti dell’esame di Geotecnica 2, il cui orale mi impegnerà dopo domani.
Intorno a me tantissimi bambini, un gran baccano (strano a dirsi, ma è la condizione in cui riesco più facilmente a concentrarmi sullo studio), un giovane padre che scambiava due calci ad un pallone col proprio figlioletto, due ragazze con i passeggini e i pargoletti che dormivano beati nonostante il frastuono.
Una cornice resa ancora più bella dal panorama che si presentava alla mia vista, il mio Borgo visto dall’alto, mentre ripetevo le mirabolanti formule empiriche del prof. Skempton e gli illuminanti esperimenti dei professori di Cambridge, in particolare l’eminente prof. Roscoe…e chi non li conosce?!
Come resistere alla tentazione di un giro per la città? Mi capita a volte di passeggiare lungo la meravigliosa Via di Ronda e percorrere le scalinate di legno del torrione che conducono fino al centro del paese, un po’ più faticose, ma certamente più affascinanti (e meno cigolanti) del nuovo ascensore.
In questi giorni Anghiari è ancora più bella e viva del solito, anche grazie alla Mostra dell’Artigianato, giunta quest’anno all’edizione numero 31 se non ricordo male.
Persino ospiti di eccezione quest’anno, i formidabili artigiani di Vladimir, città russa gemellata col comune gigliato. Quando si dice saperci fare eh! Un gemellaggio, quello tra Anghiari e Vladimir, nato appena due anni fa e già arricchito da preziose esperienze. Dovremmo prendere esempio anche a Sansepolcro…l’anno scorso alle Fiere ai "gemelli" di Neuves Maisons hanno lasciato un banchino nel posto più nascosto di Piazza Garibaldi, proprio di fronte all’allora troneggiante e indimenticabile striscione dell’URP, divenuto ben presto un grande tormentone del Ghiozzo.
Tuttavia sono già le 18 e bisogna tornare a valle, fare tesoro degli ennesimi doni che Anghiari sa offrire, rimettere in moto e tornare giù…piano piano per non urtare la sensibilità dei limitatori di velocità in fondo alla Ritta e a Mezzavia…due chiacchere con gli amici in sede e poi a casa per un’ennesima razione di studio…criterio di Mohr-Coulomb, superficie di Hvorslev e tante altre belle favole che mi faranno compagnia stanotte.
Forse sognerò Garibaldi, quello inimitabile rappresentato sulla piazza di Anghiari…finito lì in maniera tanto rocambolesca (era stato realizzato per un’altra Città) che proclama "O Roma o Morte"…indicando però Firenze…
Ma dalle nostre parti non si guarda a queste sottigliezze, l’importante è avere le idee giuste e poi, in qualche maniera, ci si capisce.
Insomma, al Borgo come ad Anghiari…pardon Anghieri perché ora si parla nella lingua madre della valle della leggendaria Battaglia dipinta da Leonardo, "se fa come ci peri".
E’ giunta dunque l’ora di chiudere i libri, un ultimo saluto al "gruppo di Cambridge", una ideale stretta di mano a Karl Terzaghi, un meritato sguardo di sfiducia a quell’attrezzo infernale chiamato Scatola di Casagrande e buona notte.
Anche a voi s’intende…Mirco
PS: la Mostra sarà aperta fino al 1° Maggio, non perdetela!

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4 thoughts on “ANGHIARI

  1. Ehm, dunque…vediamo se me lo ricordo ancora oppure ho già resettato il tutto.
    Trattasi di un macchinario usato da decenni per la determinazione delle condizioni limite di rottura di terreni in condizioni drenate. Si compone di due semiscatole metalliche entro le quali è allocato un provino di terreno quadrato di lato 6cm e altezza 2cm. Attraverso una testa di carico viene impressa una compressione in condizioni edometriche fino alla completa espulsione dell’acqua dal provino (fase di consolidazione). Poi la semiscatola inferiore viene sganciata dall’altra e si impone uno spostamento orizzontale della stessa fino a condurre il provino a rottura per la formazione di una superficie di scorrimento non necessariamente orizzontale a causa della scabrezza dei grani (fase di rottura).
    Si determina la forza necessaria a provocare tale spostamento di rottura e si inserisce il tutto in apposite tabelle…

    Ok, ora vi fidate a farvi costruire una casetta da me? ;)
    Ciao Marra, a presto!

  2. MA LO SA – INGEGNER GIUBILEO(IIIIH KE SKIFOOOO!!!!) – KE LEI M HA PROPRIO CONVINTO…..?!?!?!
    AVREI UN LOTTO DI TERRENI SU CUI EDIFICARE….POI LA KIAMO, EH???
    DISTINTI SALUTI, CARO ING…

    MARRA

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