NON C'E' PIU' RISPETTO

…e questo si sapeva.
La conferma ci arriva ogni lunedì, quando viene stilato il bollettino di guerra del fine settimana. Finora siamo stati abituati alle scazzottate all’aria aperta, alle fioriere fatte a pezzi, ai muri imbrattati, ai cassonetti incendiati. Ma le mode sono mode e anche quelle del vandalismo e della microcriminalità si stanno evolvendo.
Nelle ultime settimane alcuni biturgensi sono stati costretti a pagare una visitina alla propria assicurazione, dopo essere scesi in strada e avere trovato la propria auto nuova, rigata da cima a fondo. Che dire: la classica bravata di qualche “teppistello” annoiato che ha ben pensato di “lasciare un segno” tangibile della sua presenza in città.
C’è anche chi si è ritrovato senza il lunotto posteriore della sua Polo, mandato in frantumi solo per rubare un porta-cd!!!
Chissà se si annoiavano anche quei ragazzi che nella notte tra Sabato e Domenica, dopo aver visto la nazionale Italiana pareggiare con gli Stati Uniti d’America, hanno pensato di fare un po’ di free climbing sull’impalcatura eretta in via XX Settembre (di fronte al bar Appennino), rompendo anche una vetrata del palazzo.
Secondo una testimone, una volta arrivati in cima all’impalcatura, con il rischio di cadere di sotto e rompersi l’osso del collo, il gruppetto di “scalatori” ha iniziato a sputare dall’alto sugli ignari passanti. Un’altra bravata. Quello che stupisce è come  nella nostra città regni una sorta di indifferenza, per non chiamarla omertà, nei confronti di certi comportamenti che vengono classificati dai cittadini di Sansepolcro (quelli che non ne sono interessati!), appunto, come delle semplici ragazzate.
Effettivamente non c’è nulla di così clamoroso nei fatti appena raccontati se non  nei danni materiali arrecati. Quello che voglio dire, è che a forza di giustificare e minimizzare l’azione, tendenza riscontrabile nell’italiano medio e imputabile alle “stagioni dell’innocentismo” che hanno caratterizzato e che continuano a caratterizzare la nostra nazione, si finisce inevitabilmente col prestare una maggiore attenzione al carnefice piuttosto che alla vittima. E’ facile chiedere alle nostre autorità una città più vivibile e l’arginare di quei comportamenti che danno fastidio alla nostra persona, che non collimano con la nostra coscienza etica individuale. Chiedere è un diritto del cittadino: denunciare è un diritto ma è anche un nostro preciso dovere. 
Quindi, non giustifichiamo certi comportamenti con la banalità di affermazioni quali “al borgo i ragazzi non hanno niente da fare”, ”poverini, si annoiano”,”Sono solo ragazzate”.
Facendo così, non solo si giustificano e alimentano determinate tipologie di azione ma si finisce col dimenticarsi di tutti quei giovani biturgensi che prendono le distanze da certi comportamenti. Un appello: non continuiamo a sputare sulla legalità ma cerchiamo di portarla tra le strade e i vicoli del vecchio borgo.
Laura Polverini 1985

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3 thoughts on “NON C'E' PIU' RISPETTO

  1. Ritengo che tali comportamenti debbano essere puniti con una tolleranza zero e pure sottozero, se occorre!Troppe volte si è minimizzato, per poi trovarci una pianticella sradicabile diventare una sequoia in poco tempo. Quanto si sente raccontare mette a dir poco i brividi e non può che mettere chiunque nel terrore che gli capiti qualcosa, visto che quando s’instaura un regime di anarchia è proprio la libertà la prima a scomparire, oltre alla sicurezza. L’appello va lanciato ai cittadini, affinché abbiano il coraggio di denunciare i malfatti, senza lasciarsi intimorire proprio da quelli che ritengono, con una certa complicità, dei poveri ragazzi che non hanno nulla da fare; in più l’appello va alle forze dell’ordine che dovrebbero presidiare il territorio 24 ore su 24, compresi i vigili, che invece di interessarsi solo a fare le multe alle auto parcheggiate male, dvrebbero fare valere il loro compito di polizia municipale. Per il resto c’è da ribadire la mancanza di una legislazione appropriata, che con il suo groviglio di contraddizioni finisce per legare le mani proprio al servizio d’ordine. Comunque non minimizziamo, e imponiamoci come dovere civico di mettere fine alle ondate di vandalismi e violenze!

  2. Il problema non è tanto nella legislazione che, almeno a livello comunale, in questo campo è chiarissima: c’è un responsabile dell’ordine pubblico che è il Sindaco. A lui spetta l’indirizzo politico sull’argomento. Chi ci ha preceduto ha lasciato correre, come se fosse tutto giustificabile dalla povertà o dalle divisioni familiari dei soggetti protagonisti di simili atti di vandalismo e inciviltà.
    Su questi temi il nostro Franco è sempre stato chiaro e deciso, presto qualcosa cambierà…prima che la pianticella diventi sequoia;)

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