LA MANUTENZIONE SULLA E45

Adesso è migliore, rispetto a qualche mese fa! Verrebbe da dire a chi la percorre sporadicamente senza immaginare come vengono effettuati i lavori.

In alcuni tratti, tra S.Piero in Bagno e Bagno di Romagna e poco prima di Valsavignone, sempre nella carreggiata sud, vi sono delle “toppe” d’asfalto bello nero, in precedenza disintegrato e pieno di buche. Questi micro-tratti sono stati riparati pochi giorni fa, ma, se ci facciamo caso, cominciano ad essere già ammalorati. Mancanza di finanziamenti, manutenzione di carattere provvisorio: sono le parole che chiunque potrebbe rivolgerci.

Il problema è che qui le manutenzioni vengono effettuate solo all’inizio dell’estate, permettendo all’asfalto, date le temperature, di aderire bene, mentre in tutti gli altri mesi, autunnali e invernali, la sottostruttura stradale subisce ogni anno di più gli effetti negativi delle intemperie, quali la pioggia, il gelo e la neve, oltre a quelli del sale sparso dai veicoli appositi. In più c’è il peso dei camion: è evidente che la maggior parte dei tir e degli autotreni viaggiano con un carico superiore anche di due volte al peso consentito per il transito, visto che non riescono proprio ad impegnare le salite tortuose della devastata SP137 nel tratto Verghereto-Canili, costringendo una lunga scia di veicoli a marciare a dei regimi da spegnimento del motore. Con le temperature elevate, in questi giorni, lungo la deviazione di circa tre chilometri, tra l’uscita di Canili e Valsavignone, l’asfalto fresco, nelle corsie transitabili, si è trasformato in un lungo e pericoloso fosso, che ricalca, a quanto pare, le orme degli pneumatici dei mezzi pesanti, vedendo, in alcuni punti, le anch’esse fresche segnaletiche orizzontali incunearsi a montagna nei punti in cui il conglomerato bituminoso si è avvallato. In poche parole l’asfalto appena steso, non è altro che un sottile strato di bitume posto sopra il tratto completamente dissestato, che fino a pochi giorni fa eravamo costretti a percorrere, ma che in questo modo tornerà allo stato precedente nel giro di pochi giorni: se poi interviene qualche goccia di pioggia è la fine. Così, mentre in paesi dove nevica per nove mesi all’anno, come la Svezia, le strade sono sempre curatissime e in perfetto stato, sulla E45 occorre sempre recitare un rosario, prima di percorrerla tra Cesena e Città di Castello, in entrambe le direzioni.

                                          

                                                      Manuele Brizzi

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