La Vittoria Italiana

Semifinale Italia-Germania a Dortmund, ieri, martedì 4 luglio 2006. Una data storica e una bellissima vittoria. Gli azzurri hanno quasi sempre padroneggiato la partita, con un po’ di stanchezza alla fine del secondo tempo e diverse azioni in porta e molti goals mancati. In particolare nel primo tempo supplementare si è avuto un clamoroso palo ed un traversa, dove, in entrambi i casi, il goal è stato sfiorato in maniera millimetrica. I bianchi dal tricolore trasversale, padroni di casa, hanno mantenuto un ottimo ritmo quasi fino alla fine, facendo stare in ansia la tifoseria italiana, spaventata dallo spauracchio dei calci di rigore, i quali solo contro l’Olanda agli europei del 2000 ci hanno favorito. I tedeschi sono crollati nel secondo tempo supplementare, poco dopo l’arrivo in campo di del Piero. Tutti pensavano ormai ai calci di rigore, quando la squadra italiana ha cominciato a compiere gli ultimi sforzi che ci hanno portato in vantaggio al 119′ minuto con il goal di Grosso e, dopo un breve recupero di palla da parte dei padroni di casa, il contropiede italiano è stato emblematico, con una rapida risalita verso la porta avversaria che ci ha permesso il raddoppio con il goal di del Piero, al 120° minuto. La partita si è chiusa con l’incontenibile esplosione di gioia italiana e le lacrime sportive e patriottiche dei tedeschi. Una bella partita, vista da entrambi i punti di vista. Resta solo da ricordare le pesanti critiche dei giornali tedeschi, quali "Der Spiegel" e "Bild", che hanno dipinto i nostri come "solo fortunati", "parassiti", "mammoni e fighetti", e che, nonostante il sensibile miglioramento delle nostre performances contro l’Ucraina, si sono trasformati in insulti, tipici dei paesi del Nord contro quelli del Sud, o meglio, dei soliti odii dei tedeschi verso gli italiani. "Camerieri", "Pizzaioli", e i titoli "Condimento per la pasta: "Arrivederci Italiani!"". Oppure: "Se la Germania perde non mangeremo più la pizza"; "Da domani gli Italiani torneranno a vivere con i loro complessi d’inferiorità", o anche "Se loro perdono sappiamo già a chi daranno la colpa!". Insomma, una lunga infinità d’insulti, oltre ai soliti "Italiani Mafia, Pizza, Spaghetti e Mandolino", o peggio ancora "Poveracci e Marocchini", che alcuni nostri connazionali si sono sentiti attribuire. Non resta che concludere che, difronte a tali insulti, provenienti da una buona parte del popolo teutonico, occorre essere fieri di averli battuti con un bel 2 a 0 alla fine del secondo tempo supplementare e in casa loro, con la speranza di insegnare un po’ di umiltà ad un popolo che fin’ora, a quanto risulta dagli appellativi, ha solo peccato di presunzione e di senso di superiorità su tutti, quando invece noi siamo sempre usciti a testa alta dai loro interminabili insulti, a differenza di loro, che hanno sempre avviato crisi diplomatiche per ogni parolina di troppo nei loro confronti.

Viva l’Italia!

                                                       Manuele Brizzi

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