Floyd Landis, l’Americano della porta accanto

Floyd LandisNel sud est della Borgogna, tra miniere e carbone e dolci saliscendi, dopo sette anni di tirannia di sua maestà Armstrong, la cronometro di Le Creusot-Montceau-les-Mines incorona Mister Floyd Landis nuovo re in giallo.

 

Trentenne di Farmerville paesino della provincia di Lancaster in Pensylvania. Cresciuto in una famiglia mennonita dove l’austerità era la regola. Niente Tv, niente radio, niente auto, niente luce, nessun divertimento. In casa Landis si vive e si lotta contro il progresso e la libertà. Cosi, Floyd a quindici anni inizia ad allenarsi in mountain bike di notte e a gareggiare di nascosto; a diciotto fugge a San Diego in California alla ricerca di se stesso e, più di ogni altro, della libertà.

 

Oggi Floyd Landis, onorato a Parigi in giallo dice "c’è una cosa che mi hanno insegnato i miei genitori, la perseveranza. Nella vita la passione ci fa realizzare i nostri sogni. Vincere il tour era il mio sogno".

 

Un americano tosto. Capelli rossi, grandi occhiali arancio e una faccia da fumetto. Landis non appena tagliato il traguardo scende subito dalla bici, e quando vince ama sfoggiare il cappellino alla rovescia.

 

Campione nazionale di Mountain bike nel ’93, passa al ciclismo professionistico nel ’99 nella Mercury-Viatel. Dal 2002 al 2004 è nella US Postal gregario di Lance Armstrong. Alla Phonak dal 2005, anno in cui al Tour de France si classificò nono in classifica generale.

 

Oggi, in questo Tour anonimo e assolato, svetta ancora alta la bandiera a stelle e strisce.

 

Un Tour difficile, diverso senza dubbio. Un Tour senza campioni, popolato da personaggi poco conosciuti, ma veri.

 

Un eccezionale Damiano Cunego, piccolo principe veronese, maglia bianca, miglior giovane e primo degli italiani, una vittoria di tappa con Tosatto e tanti piazzamenti.

 

C‘è mancato Basso. Si, c’è davvero mancato. Ma, ripensando ora a quello visto e quello vissuto, la Grande Boucle è stata speciale, da raccontare, un’edizione a sé che rimarrà comunque a suo modo.

 

Un Tour incerto, bizzarro, che lascia sorpresi, ogni volta. Dopo sette lunghi anni di certezze, di dato per scontato, finalmente un Tour imprevedibile e, soprattutto non ovvio. Un Tour corso sul filo dei secondi. E’ stato a mio avviso, il Tour dei gregari, degli uomini nati e cresciuti nell’ombra, rincuorati con una pacca sulle spalle, o con un grazie detto a gran voce e scritto sui giornali.

 

Un Tour della rivincita dell’uomo sportivo. Di colui che soffre senza dire una parola, senza mai lamentarsi, ma che crede lotta e mai si volta.

 

Dopo il Tour dei pronostici, il Tour degli umani.

 

Non più il Tour dei super eroi, degli uomini robot dai poteri ultraterreni. Non più il Tour dei calcoli e delle strategie. Finalmente, un Tour nuovo e vero, un Tour della porta accanto dove ciascuno può rivedersi.

 

Floyd Landis rappresenta il sogno americano. Raffigura la democrazia, l’indipendenza e gli ideali. Landis in giallo dimostra che qualsiasi uomo, che abbia carattere, entusiasmo e desideri può ottenere dal mondo ciò che vuole.

 

Floyd Landis è un uomo qualunque perché in fondo, è uno come noi.

 

Monia Mariani

Annunci

5 thoughts on “Floyd Landis, l’Americano della porta accanto

  1. Forse mia cara avresti potuto essere un pò più accorta a credere in valori che non esistono purtroppo +…prima di scrivere ovunque (QUI, GHIOZZO) l elogio di chi, come gli altri…..
    SI DOPA!!!!!!!!!!!!
    ALTRO CHE PORTA ACCANTO!!!!ALTRO CHE UNO DI NOI!!!!!

  2. Purtroppo la media di percorrenza del tour (la terza di sempre) e la tappa dell’alpe d’Huez facevano sorgere più di un dubbio.

    Lo scandalo vero è che Basso sia stato escluso dal tour senza uno straccio di prova e che nessuno abbia detto niente, anzi tutti lì a solonare sul tour pulito e sugli sporchi, brutti e cattivi fatti fuori.

    E’ il solito moralismo all’italiana, che ha permesso pure lo scandalo delle sentenze sul calcio con i moralizzatori (che non pagano tasse, che fanno falsi passaporti a loro tesserati, che firmano fidejussioni false, che regalano rolex agli arbitri) che parlano di pulizia e di calcio rinnovato.

    Blagblog

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...