SULL'ACQUA CI PRENDONO IN GIRO?

Toscana: Nel documento preliminare della legge regionale toscana sui servizi pubblici è nascosto un inganno.

Leggendo il "documento preliminare della legge regionale toscana sui Servizi Pubblici in Toscana", sull’acqua "bene comune", Claudio Martini, Agostino Fragai, la Giunta Regionale ed i partiti DS e Margherita, stanno "prendendo in giro" i 43.000 cittadini che hanno firmato la legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del servizio idrico in Toscana; […] Le prime frasi del capitolo "L’acqua come bene comune", sembrano scritte da quelli che vogliono la "ripubblicizzazione del servizio idrico": "L’acqua è infatti "bene comune essenziale alla vita", e come tale da salvaguardare e utilizzare secondo criteri di solidarietà e sostenibilità. E pertanto, come previsto nella "Carta dell’Acqua" essa non deve essere usata secondo criteri "commerciali", non è un bene da "sfruttare", ma da proteggere e tutelare al fine di preservare gli equilibri ecologici che sottendono alla vita."

Ma, l’ultima frase smaschera l’ipocrisia: "Va in questa direzione il modello affermatosi in Toscana, caratterizzato da un soggetto societario "misto" pubblico/privato, con presenza pubblica maggioritaria. Scopo di tale scelta è quello di garantire, anche attraverso il controllo della componente pubblica di maggioranza, il giusto bilanciamento tra esigenze sociali ed efficacia nella gestione imprenditoriale".

Insomma, ignorando il programma di governo dell’Unione, i dirigenti politici e Amministratori regionali (di area DS e Margherita), non vogliono riconoscere che – la presenza del capitale privato nelle Spa che gestiscono i servizi idrici in Toscana – contrasta profondamente con "L’acqua come bene comune", semplicemente perché l’acqua, a differenza dell’aria, per arrivare nelle case deve passare attraverso impianti e acquedotti e se tutto questo è affidato ad aziende in cui assume un peso rilevante il capitale privato, questo (ovviamente) pretende di essere remunerato, provocando una conseguente mercificazione dell’acqua: se, per assurdo (nella logica di mercato), le Spa pubblico/private si impegnassero davvero per scoraggiare il consumo di acqua, combattendo ogni spreco, per remunerare il capitale privato dovrebbero alzare le tariffe anche per compensare le mancate entrate determinate da eventuali successi nella riduzione dei consumi e degli sprechi.

Martini, Fragai, De Girolamo e compagnia bella al potere in Toscana, devono spiegare perché quello che propone Riccardo Petrella e altri non sono proposte praticabili in Toscana e perché, in altre Regioni e in tante Ato in varie parti d’Italia, le ritengono praticabili e sono in sintonia con il programma di governo dell’Unione.

 

Giuliano Ciampolini

(tratto da www.radioribelle.it)

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One thought on “SULL'ACQUA CI PRENDONO IN GIRO?

  1. PERFETTAMENTE D’ ACCORDO…L’ACQUA E’ UNO DEI SERVIZI DI BASE CHE DEVONO ESSERE SOTTO STRETTO CONTROLLO PUBBLICO…E SUI QUALI NON DEVE ESSERE CONSENTITA ALCUNA SPECULAZIONE.
    DEMOCRAZIA FEDERALE…LO DICE

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