GIORNALISTI #2

Non  ci piace, di solito,  controbattere il pensiero di certi giornalisti/e  per il semplice motivo che il giornalista, quando scrive, si pensa che lo faccia per motivi di alto interesse pubblico che la popolazione deve conoscere.

Leggendo però un editoriale di un periodico dell’Alta Valle del Tevere, ci sentiamo in obbligo in qualità di “responsabile dell’Ufficio Stampa della Lista Civica Viva Sansepolcro” di mettere in risalto alcune cose a chi ha redatto quell’editoriale fantascientifico a titolo: “civici”, “affiliati”, “clericalismi” o politici di professione ?

Tra le sue varie interpretazioni e teorie molto poco condivisibili poiché evidentemente studiate in modo superficiale come: “ i servizi sanitari di vallata integrati e flessibili” (forse sono molto influenti le tesi del centro-sinistra e della direttrice della USL  e ne vediamo le conseguenze).

Vada pure, per modo di dire, l’altra affermazione in cui asserisce che “non è condivisibile pensare che nelle piccole comunità, il municipio serva solo per “amministrare” poiché è proprio da questa piccola realtà che la politica deve fare il suo gioco”.

Forse per la scrivente l’amministrare bene non è elevare il livello di una comunità ? Questo glielo domandiamo volentieri.

Oppure è giusto sperperare e “dare a chi chiede” e fare il suo gioco ? Quale gioco ?

La cosa più criticabile è il leggere le sue sentenze nei confronti delle “Liste Civiche”, quindi anche su “Viva Sansepolcro”, quando viene  fatta un’insalata russa a base di: “eletti espressione di lobby, i così detti indipendenti, quelli che una volta in giunta devono garantire certi circoli affaristici, se consideriamo il numero di affiliati ad associazioni di vario genere, in questo meraviglioso paese che garantisce la libertà d’appartenenza, non possiamo non constatare però come il condizionamento nella conduzione della cosa pubblica a vantaggio dei singoli più che della collettività diventi fortissimo”. Queste sono le sue strane affermazioni a cui ci costringe a rispondere in qualche modo e l’unico modo e dirle che “sono fumose e molto poco convincenti”.

Termino ricordandole una frase  di Clemenceau, chiamato il Tigre, e detta da lui suona come un monito:” E’ più facile scatenare la guerra che fare la pace”, alla quale aggiungo: “ almeno i giornalisti che credono nella bontà e nella forza del giornalismo ‘si diano una calmata’.”

Una preghiera, quando intervisterà il Sindaco di Sansepolcro o qualche membro della Giunta, prima di scrivere un editoriale, rivolga direttamente a loro le sue affermazioni. Perché non lo fa ?

        

Gino Dente

Direttore responsabile

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One thought on “GIORNALISTI #2

  1. Il giornalismo è libera espressione della notizia. Lo è nella teoria e nella dottrina. Nella pratica invece, perde spesso questo suo primo valore, amalgamandosi con i giochi di potere. Diventando un triste connubio di arroganza.

    un caro saluto Gino.
    Monia

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