Forma, funzione, riconoscibilità

La critica architettonica di “sinistra” del novecento predicava il superamento dell’emotività insita nelle forme degli edifici. Teoria probabilmente bizzarra, che ha portato, dove è stata seguita, a far sorgere quartieri contrassegnati dall’ossessiva ripetitività delle forme e dall’impossibilità di riconoscere le funzioni cui tali edifici assolvono. Come in ogni processo intellettualistico prima o poi si giunge agli estremi, tipo la chiesa di Daytona Beach, praticamente non distinguibile da un drive in…

Il nuovo secolo poteva forse dimenticare l’eredità di tali insegnamenti? Ovviamente no. Ecco dunque sorgere nel cuore di uno dei luoghi più caratteristici dell’Umbria, Foligno, un enorme cubo la cui mole si staglia imperiosamente sullo skyline cittadino.

Forma, funzione, riconoscibilità…lo direste mai che quel cubo di cemento armato è una chiesa? Fuksas insegna…sperando ci siano pochi allievi possibilmente.

—–update—–

una “chiesa” nell’aretino…pubblicata oggi su Archiwatch

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One thought on “Forma, funzione, riconoscibilità

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