Questione di “tituli”

Boffo purtroppo non aveva i “tituli” come direbbe Mourinho per fare la morale a nessuno. Quando si patteggia una pena si ammette comunque una colpa e questo espone in futuro inevitabilmente ad attacchi, sebbene lo “stile” di Feltri sia assolutamente quanto di più indecoroso possa vedersi nel giornalismo italiano. Ora Avvenire dovrà scegliersi un nuovo direttore senza scheletri nell’armadio e continuare a dare una informazione seria e imparziale, non devono far altro. Quello che è grave è il clima di minaccia introdotto nella vita politica e giornalistica da Feltri e dal suo editore…a cui si può rispondere tuttavia solo ed sclusivamente avendo i “tituli” per farlo. Lo scandalo sessuale che ha coinvolto Berlusconi non è gossip, ma si innesta in un contesto di ricatti e controricatti cui un premier non dovrebbe -in condizioni normali- essere esposto. Siamo allo stesso discorso, ma in democrazia (purtroppo) è sufficiente avere più voti degli altri per comandare, indipendentemente dai “tituli” morali e dalla statura (etica) di chi è chiamato a tale compito. Servirebbero giornali e giornalisti indipendenti dalla politica, liberi di scrivere e soggetti al solo giudizio dei lettori anziché degli editori e dei pubblicitari. Servirebbero giornali non finanziati dallo Stato e dalle grandi banche/gruppi imprenditoriali (su cui ovviamente non potranno mai dare una informazione corretta e imparziale). Qualche giornalista con i “tituli” e i giusti attributi per fortuna ancora c’è. Noi del Fendente cerchiamo di fare del nostro meglio nel nostro piccolo territorio, altri ci provano su testate nazionali…anche se sono tutte sovvenzionate dallo Stato. Il prossimo 23 settembre sarà in edicola il Fatto Quotidiano, un nuovo giornale, l’unico ad aver rinunciato alle sovvenzioni statali, l’unico giornale italiano che vivrà solo ed esclusivamente se avrà un buon numero di lettori e di abbonati. Indipendentemente da quello che si possa pensare su quanto verrà scritto su quelle pagine, specialmente di questi tempi, è un atto di grande coraggio e credo i ragazzi del Fatto meritino un grosso “in bocca al lupo”. Un tempo un professore di Sansepolcro ricordava sovente ai propri amici “ricordatevi di non perdere mai il diritto di parlare”. Il diritto di parlare si perde inetivabilmente quando ci si comporta in maniera poco trasparente e si diventa attaccabili, o peggio, ricattabili. Nel giornalismo, come nella vita, è sempre buona regola essere liberi e senza macchia. Si guadagna certamente molto di meno, ma si può camminare a testa alta e addormentarsi sereni la sera…avere i “tituli” non ha prezzo.

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