C’è un Fatto nuovo in edicola!

Esce in silenzio e dal silenzio dei media tradizionali, ma per il popolo della Rete non è una novità. Stamattina sono andate a ruba in poco tempo le circa 100.000 copie stampate (oltre alle 30.000 spedite in abbonamento) del nuovo giornale “il Fatto Quotidiano”.

Il giornale, che già nel nome rievoca la grande lezione di giornalismo di Enzo Biagi e che cita spesso e volentieri Montanelli, giunge nelle edicole dopo una campagna di abbonamenti durata tutta l’estate e iniziata con una grande serata di spettacolo e informazione al Teatro Alphaeus di Roma, lo scorso 8 luglio. Quella sera sono state proiettate in sala (e sono tuttora visibili in Rete sul sito del neonato giornale) immagini censurate dai TG oltre alla riproduzione audio di numerose intercettazioni telefoniche di un certo interesse debitamente tenute nascoste dai canali tradizionali dell’informazione RAI e Mediaset.

La peculiarità principale della nuova testata è quella di essere l’unico foglio a tiratura nazionale che non percepirà nessuna sovvenzione dallo Stato né dai grandi gruppi economici. La proprietà della testata non farà riferimento a gruppi politici né imprenditoriali, ma sarà esclusivamente dei 12 giornalisti componenti la redazione (tra cui spiccano le firme di Oliviero Beha, Luca Telese, Pino Corrias, Peter Gomez, Marco Travaglio, Furio Colombo e del direttore Antonio Padellaro) e dei 30.000 “soci” che hanno sottoscritto l’abbonamento in questi mesi.

Un esperimento del tutto nuovo per l’Italia, ma già prassi consolidata negli altri paesi. I finanziamenti dello Stato ai giornali vengono dati sulla base delle copie stampate, quindi un giornale potrebbe anche non vendere nessuna copia, ma riceverebbe comunque il contributo statale. In assenza di tali sovvenzioni evidentemente un giornale come il Fatto Quotidiano avrà un solo modo per sopravvivere e crescere: mantenere la propria credibilità. Solo così infatti riuscirà a non perdere lettori…i suoi unici finanziatori.

Indipendentemente da ogni considerazione questa scommessa merita rispetto e ammirazione, riflettendo quella volontà a non avere padroni che Montanelli espresse come più alto desiderio nella sua carriera gironalistica e nella sua vita. Anche in sua memoria il Fatto raccoglierà un difficile testimone, ma certamente sarà una voce nuova, fuori dal coro e certamente libera dai condizionamenti inevitabili che chi finanzia un giornale immancabilmente pone ai giornalisti.

Il Fatto Quotidiano è reperibile in tutte le edicole della Toscana e dell’Umbria (dove manca arriverà a breve).

Il primo numero è inoltre scaricabile in formato pdf dal sito del giornale.

Buon lavoro al Fatto Quotidiano, nella speranza che le voci libere nel giornalismo possano sempre moltiplicarsi e difenderci dal rischio sempre più concreto dei “pensieri unici”.

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