S-barbari, IMU a Roma!

In quale paese civile, nel 2012, potrebbe essere considerato normale e virtuoso costringere milioni di cittadini (molto spesso non giovanissimi visto che la categoria in questione è quella dei proprietari di abitazioni) doversi sobbarcare l’onere di fare mille giri, conteggi ingegneristici e file chilometriche per pagare un’imposta sulla propria prima casa? 

Quello che vediamo in queste settimane agli sportelli catastali, nei centri di assistenza fiscale, negli uffici dei commercialisti, negli studi tecnici, insomma ovunque sia possibile reperire qualche informazione sull’IMU, è indegno di un paese normale.

Siamo a meno di una settimana dalla scadenza della prima rata dell’imposta e ancora mezza Italia non ci ha capito niente. Persino in Rete si trovano guide all’IMU spesso in contraddizione tra loro, per il semplice fatto che le “regole” non sono state chiare fin dall’inizio e sono rimaste oscure ai più fino all’ultimo. Senza contare che, in caso di errori (certamente facili da commettere anche in estrema buona fede) andrà considerato anche lo spettro di Equitalia.

La politica, dopo aver sperperato per anni vagonate di soldi pubblici, oggi ci chiama a risarcire i debiti e non ci da neanche gli strumenti informativi minimi per pagare.

Anche perché meglio  i cittadini capiranno la portata di quest’ingiustizia e meno voti prenderanno alle prossime elezioni. Elezioni alle quali, dopo il voto di ieri in Parlamento, potranno ancora una volta candidarsi anche i pregiudicati, magari proprio quelli che si sono intascati soldi pubblici in abbondanza e che ancora pontificano sulle “vie d’uscita” dalla crisi che loro stessi hanno generato.

Monti, all’inizio del suo mandato di commissario liquidatore dello Stato Italiano per conto della premiata ditta BCE-FMI-GoldmanSachs-Bildenberg, aveva anche detto una cosa giusta, parlando di Patrimoniale. Poi ovviamente ha subito desistito, con grande sollievo dei partiti.

Si disse chela Patrimonialenon si poteva fare perché era impossibile stabilire correttamente l’ammontare dei patrimoni. Ci credo. Sicuramente questo è vero. Sicuramente i patrimoni da tassare sono intestati molto spesso a prestanome, società off-shore con sede su Marte e/o sono celati dietro i più arditi giochi contabili.

Lo Stato però sta fallendo e, ancora una volta, i cittadini onesti sono chiamati a tappare il buco fatto da altri cittadini (e politici) “diversamente onesti”.

La Patrimonialeè stata dunque sostituita con l’IMU. L’IMU si calcola sulla base della rendita catastale, ovvero del valore attribuito in sede di Catasto ad una abitazione. La rendita catastale è uno dei dati numerici meno attendibili, seri ed equi che possano esistere in natura. Tutti i cittadini che si sono recati agli sportelli catastali in queste settimane avranno potuto inoltre notare l’assoluta inattendibilità dei dati, molto spesso errati (dati anagrafici, attribuzioni di proprietà, fino a beni ancora intestati a persone defunte a causa di mancate o errate volture…).

A Roma, per fare un esempio, una gran parte della zona di maggior pregio vicino al Colosseo è accatastata in categoria A5 (abitazioni ultrapopolari) e pagherà praticamente nulla. Una coppia di anziani che vivono, magari da soli, in una vecchia casa di campagna in Toscana, magari si troveranno a pagare 500 euro.

Insomma, non potendo calcolare l’entità effettiva dei grandi patrimoni, hanno preferito calcolare i piccoli patrimoni. A cazzo (scusate il francesismo, ma ci vuole).

Mirco Giubilei

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